domenica 16 settembre 2007

numero quattro


alzo lo sguardo, le luci già coperte
ascolto di sfuggita i discorsi di lei
rapisce il piacere ingenuo delle frasi
stereotipi per i pochi spettatori di un teatro di periferia
un lavorio sottile senza scosse svuota le riprese dell'orchestra
ora scoprendo le note dell'oboe, ora quelle profonde dei violoncelli
mi concentro sull'azione, sui particolari del copione
fotogrammi di lanterne magiche che non possono più stupire
si adagiano lentamente in posture differenti
ingressi successivi interrompono la tensione per l'attesa del finale
rincorrendo i disegni della partitura
intrappolate pause tra le battute

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