Cosa ci può essere di peggio di una domenica pomeriggio? Ti chiedi mentre sdraiato sul divano passi da un canale all'altro. La risposta ti viene automatica il lunedì mattina. In un attimo ti rendi conto di quanto sei stato stupido a buttare via un pomeriggio libero, capisci quanto è stato inutile rimanere sveglio fine a dopo l'una per non fare nulla. In quei pochi secondi prometti a te stesso che il prossimo fine settimana sarà diverso, ma sempre in quel breve periodo di tempo realizzi che non sarà così.
Il bus affronta la prima delle quindici fermate che ti separano dal centro città e già ti guardi attorno come se non appartenessi a questo pianeta. Nessuno parla. Tu non sei da meno, non potresti rispondere a nessuna domanda, non riusciresti ad aprire bocca. Saranno quarantotto ore che non parli con nessuno e non vuoi di certo cominciare ora. Alla quinta fermata sale un tizio con la fisarmonica a tracolla. Il suo sguardo è vuoto. Il tuo è di puro terrore. Un rumore assordante inizia d'improvviso a rimbalzare sulle pareti del bus bucando quella corazza di silenzio che ti avvolgeva come in un bozzolo. Ti vedi andare verso di lui facendoti largo tra la gente in piedi. Ti vedi prendere quel dannato strumento e scaraventarlo fuori appena la porta si apre. Non hai mai sopportato la fisarmonica neanche suonata bene. Alle otto meno venti di lunedì mattina è lo strumento che odi di più al mondo. Rimani fermo, non ti muovi, aspetti che tutto abbia fine.
Entri nel palazzo dove ha sede la società per cui lavori. Il portiere ti saluta, tu rispondi con un cenno del capo e un sorriso. Non sei ancora pronto, ma prima o poi dovrai aprire quella cazzo di bocca.
Il portiere viene dal Bangladesh. Parla l'italiano meglio di te. Indossa un completo nero, camicia più bianca dei suoi denti e una massa di capelli che potrebbe donarne la metà a qualche calvo senza accorgersene nemmeno. Quanti anni avrà? Trenta? Quaranta? Non ha età quell'uomo. Non sai nulla di lui. L'unica cosa di cui sei certo è che se facesse un corso di trentasei ore potrebbe benissimo prendere il tuo posto.
Che il vento risuoni nelle orecchie di chi ti ha dimenticato. Questo è l'Haiku di oggi. Lo mandi per email a Laura anche se è seduta proprio di fronte. E' stata lasciata dal suo fidanzato tre settimane fa. Dovevano sposarsi in primavera. Non l'ha presa molto bene. Questa è l'unica cosa che vi unisce: l'essere dimenticati. Per il resto tu non vai a messa, odi i mobili ikea, preferisci gli assorbenti interni e non sopporti Barbara Streisand. Insomma due mondi differenti.
Sono le otto e quaranta e nel piccolo ufficio non c'è ancora nessuno, la settimana non è neanche cominciata.
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