lunedì 25 febbraio 2008

edward estlin cummings (2)


là dove non sono mai stato, piacevolmente oltre

ogni esperienza, i tuoi occhi hanno il loro silenzio:

nel tuo gesto più delicato ci sono cose che m'imprigionano,

o che non posso toccare perché mi sono troppo vicine


il tuo sguardo più insignificante facilmente mi schiude

sebbene io mi sia chiuso come le dita di una mano,

tu mi apri sempre facilmente petalo per petalo come la Primavera apre

(sfiorando abilmente, misteriosamente) la sua prima rosa


o se il tuo desiderio sia chiudermi, io e

la mia vita ci chiuderemo di scatto meravigliosamente, improvvisamente,

come quando il cuore di questo fiore s'immagina

la neve scendere con cautela ovunque;

niente di tutto ciò che sperimenteremo in questo mondo è pari

alla forza della tua intensa delicatezza: la cui trama

mi costringe nel colore delle sue terre,

rendendo omaggio alla morte e al per sempre ad ogni fiato


(non so cosa sia di te che chiude

e apre; solo qualcosa mi dice

che la voce dei tuoi occhi è più profonda di tutte le rose)

nessuno, nemmeno la pioggia, ha mani tanto piccole

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