martedì 1 maggio 2007

Quandi sali su di un treno speri sempre che ci sia una poltroncina libera di fianco al finestrino possibilmente rivolta nello stesso senso del treno.
Una speranza fomentata dal diritto acquisito con il pagamento del biglietto.
Non che io prenda molti treni, ma probablmente non perderei questo ottimismo nemmeno se fossi una pendolare sulla tratta pavia-milano all'ora di punta.
Ebbene questa speranza oggi non solo non e' stata esaudita, ma guardando il prezzo stampato sul documento di viaggio comincio a pensare che sia un tributo per un certo indeterminato volume di aria, non obbilgatoriamente adiacente al pavimento del treno.
Qualcuno con tempra imperturbabile, barattando con altri passeggeri uno spazio per il piede destro di modo che si creasse una certa distanza utile dal piede sinistro, ha permesso al proprio baricento di oscillare in un equilibrio piu' o meno stabile in sinergia con le onde del treno.
Questo qualcuno si diceva sul treno avesse un ottimo curriculum in ambito fisico-matematico e comprovate abilita' di danzatrice del ventre; purtroppo anche pettegolezzi si diffondevano a suo riguardo a proposito di un infortunio al ginocchio destro che non le ha permesso di trovare altre soluzioni piu' pacifiche.
L'eleganza comunque non le è mai venuta meno nelle due ore di viaggio e come se fosse in poltrona, davanti al camino con ai piedi le sue ciabatte preferite ha estratto dalla borsa, con movimenti minimali, un libro che si e' accinta a leggere, sorridendo e accennando una danza come se dalle pagine uscisse una musica tra le piu' sublimi, quel tipo di musica che non ti permette di stare ferma.
Purtroppo non le era arrivata notizia che stranamente la tazza del cesso non era stato prenotata da nessun passeggero e che li seduta la sua attivita culturale sarebbe stata piu' consona.

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