domenica 3 giugno 2007

Dialogo (2)


Aprii la porta. Rimasi immobile senza parlare.

“Cazzo non mi fai neanche entrare?”
“Scusa. Sono solo sorpreso di vederti”.
“Non puoi non riconoscere tuo fratello maggiore”.
“Solo di pochi minuti”.
“Siamo ancora identici. Invecchiati allo stesso modo. Mi sembra ancora di specchiarmi, guardandoti”.
“Ma non ti riconosci vero?
“No. La luce dei nostri occhi è sempre stata diversa”. Abbandonò la borsa vicino all’ingresso e si sedette sul divano.
“Così uguali eppure così diversi”, dissi citando la nonna.
“Lo so. Ce l’hai con me”.
“No, affatto”.
“Posso capire… sono sparito per quindici anni e di colpo ricompaio nella tua vita, così, all’improvviso”.
“Non ho mai pensato che saresti tornato”.
“Neanche io ci avevo mai pensato, fino a pochi mesi fa. ” Corrugò la fronte. “Tutto quello che sono è in quella valigia. Non ho nient’altro. Sono partito per ricominciare da zero e sono tornato per fare altrettanto”. Fece una pausa guardandosi intorno. “Vivi con una donna?”
“No”.
“Si vede. Le tende fanno schifo. Dovresti comprare un tappeto. Darebbe un tono all’ambiente”.
“Non m’interessa molto l’arredamento”.
“Già”, sorrise. “Io sono stato sposato. Lei ora vive con un altro. Un canadese, pure lui”.
“Mi spiace”.
“Non me ne frega nulla e non abbiamo avuto figli”.
“Per questo sei tornato?”
“Non avevo più niente da fare. Una mattina mi sono svegliato con l’idea di tornare. Eccomi qua”. Allargò le braccia ridendo.
“Sei sempre stato impulsivo”.
“E tu sempre prudente, no?”
Ignorai la domanda e preparai da bere.
“Ecco quello che ci vuole: un whisky! Non sarai ancora astemio?”
“Non bevo mai, sono anni che ho questa bottiglia. E’ un regalo, ” dissi porgendoli il bicchiere.
“Tu? Hai figli? Hai divorziato?”
“No, nessun figlio e non sono mai stato sposato”.
“L’avrai avuta qualche donna, no?”
“Sì, ma è finita”.
“Ti ha mollato lei, ”disse quasi con piacere, “ne sono sicuro”.
“Ho commesso un errore, non mi ha concesso una seconda possibilità”.
“Non ti ha concesso cosa? Cristo, non capisci perché ti ha mollato?”
“Preferirei evitare l’argomento”.
“Sai, io parlavo spesso di te alla mia ex moglie: ho un fratello gemello in Italia, le dicevo. Non so perché ma quella stronza non mi ha mai creduto. Ha sempre pensato che raccontassi palle”.
“Sei il tipo che le racconta”.
“Sì, ma questo era vero! Tu hai parlato di me?”
“Ho parlato di te, certo, e mi hanno creduto”.
“Cazzo, non sei cambiato proprio per nulla. Il tipico bravo ragazzo, giusto?”
Non risposi. Lui sorseggiò il suo whisky.
“Quando i nostri genitori sono morti, ”dissi, “ho sentito subito che te ne saresti andato”.
“Io reagisco così. Non sono fuggito. E’ solo il mio modo per continuare a vivere. Ricominciare da capo dall’altra parte del mondo”.
“Sì, lo so”.
Prese un pacchetto di sigarette dalla tasca e ne tirò fuori una.
“Ti dispiace se fumo?” Chiese accendendola.
“Fai pure”.
“Ne vuoi?” mi porse il pacchetto.
“No grazie, non fumo”.
“Immaginavo, ” disse con soddisfazione dopo aver inspirato profondamente la sigaretta, “mi troverò un lavoro, ma ho bisogno di un favore”.
“Non c’è problema. Puoi stare qui”.
“Sapevo che non mi avresti deluso”.
“Sei mio fratello”.
“Già, tuo fratello, nessuno ne dubiterebbe”.
Finì il whisky. Poi si alzò. “Dov’è il bagno?” chiese appoggiando il bicchiere sul tavolo.
“Quella porta sulla destra”.
Rimasi in piedi in mezzo alla stanza. In quei pochi minuti un pensiero mi attraversò la mente. Non mi era sembrato folle. Era l’unico modo. Sì. Avere una seconda possibilità. D’altronde lei mi amava. Io lo sapevo. Sarei stato io, o almeno qualcuno di molto simile, ma senza aver commesso errori.
Uscì dal bagno dirigendosi verso la borsa. Si chinò per aprirla.
La mente era vuota. Presi il pesante vaso di cristallo sul tavolo. Lo alzai con entrambe le mani.
Lo colpii più forte che potevo appena sopra la nuca. Si accasciò all’istante. Non uscii molto sangue.
Lo spogliai e misi tutto nella sua borsa. Poi lo vestii con un paio di miei pantaloni e una maglietta. Misi nella tasca il mio portafoglio e presi il suo.
Afferrai la borsa e uscii senza chiudere la porta a chiave.
Io ero morto. Avevo la sua nuova vita.

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